Vai ai contenuti

 

ISTITUTO > PRESENTAZIONE > STORIA DELL'ISTITUTO > DOVE SIAMO > CHI ERA DE NITTIS > LOGO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Chi era De Nittis Chi era Pino Pascali
Giuseppe De Nittis (Barletta 1846 – Saint Germani en Laye 1884), tra i più internazionali artisti pugliesi, dopo un apprendistato alla scuola napoletana di Resina, che lo avvicinò allo studio della natura dal vero, e dopo aver incrociato a Firenze i Macchiaioli, si affermò a Parigi come interprete della frizzante vita mondana di fine secolo.
 
Pur nella estrema brevità del suo percorso artistico, fu uno dei protagonisti più originali dell'arte italiana degli anni sessanta. Si forma all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove si era trasferito dalla sua “Polignano a mare”, fu scenografo per la televisione, il teatro, il cinema, grafico pubblicitario, scultore e performer.

Influenzato dagli impressionisti, imparò a prestare attenzione agli effetti atmosferici e acquisì una luminosità di toni, una stesura rapida del colore e un’impaginazione delle scene di taglio fotografico.Sensibile ai simboli della modernità e ai riti mondani della capitale francese, cercò i suoi soggetti alle corse dei cavalli, al Bois de Boulogne o nei salotti borghesi di cui era assiduo frequentatore e di cui divenne un convinto cantore, apprezzando l’eleganza delle toilette femminili, i ricchi addobbi degli interni e le atmosfere di festosa e spensierata umanità.

Molte delle sue opere sono conservate nella natale Barletta nel museo a lui dedicato, dove è possibile immergersi nelle stesure di timbro impressionista e nella verve effervescente introiettata durante il soggiorno parigino. Della ‘ville lumiere’ registrò, inoltre, la mutevolezza, il ritmo nervoso, il prevalere dell’istante sulla durata, e ne fece tesoro sul piano formale grazie ad una tecnica che assicurava una virtuosa approssimazione dell’immagine, disfatta nel gioco delle pennellate fluide e veloci, in superfici scomposte da macchie e tocchi colorati.

 

Prof.ssa Milù Di Tursi

 

Personalità fortemente inquieta e creativa, fece parte della “Scuola pop di Piazza del Popolo” a Roma, imponendosi come uno degli interpreti più complessi ed enigmatici della sua epoca. Tra l'Informale europea e la Pop Art americana, Pascali si confron-tava con il progresso guardando al passato, alle origini, alle forme primarie della cultura mediterranea ed africana come il mare, la terra, gli animali, anche preistorici.
I suoi miti erano James Dean e Marlon Brando per la passione motociclistica e la velocità, Billie Holiday per la sua vita trasgressiva vissuta pericolosamente.

La grande manualità e l'abilità operativa, che gli derivano dalla passione per l'aeromodellismo e dalla attività di scenografo, lo portano a reinterpretare autono-mamente gli oggetti della cultura di massa, le “finte armi” realizzate con materiali di recupero (ready–made) e le “sculture–non sculture dimezzate”.

L'aspetto che colpisce in Pino Pascali è la leggerezza quasi infantile e ludica, visibile nelle sue opere, che poi diventa libertà, fantasia, ironia e quindi coraggio, sfida e rischio nell'arte e nella vita: contro ogni convenzione sociale Pino diventa un eroe quotidiano, su cui c'è ancora molto da scoprire. Le sue opere sono visibili in musei, gallerie e collezioni sparse in Italia e nel mondo.

 

Prof.ssa Paola Trifiletti

         

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Home Page | ISTITUTO | OFFERTA FORMATIVA | AREA DOCENTI | AREA STUDENTI | SEGRETERIA | NEWS | Mappa del sito




Torna ai contenuti | Torna al menu