Influenzato
dagli impressionisti, imparò a prestare attenzione
agli effetti atmosferici e acquisì una luminosità
di toni, una stesura rapida del colore e un’impaginazione
delle scene di taglio fotografico.
Sensibile
ai simboli della modernità e ai riti mondani della
capitale francese, cercò i suoi soggetti alle corse
dei cavalli, al Bois de Boulogne o nei salotti borghesi
di cui era assiduo frequentatore e di cui divenne un convinto
cantore, apprezzando l’eleganza delle toilette femminili,
i ricchi addobbi degli interni e le atmosfere di festosa
e spensierata umanità.
Molte delle sue opere sono conservate nella natale Barletta
nel museo a lui dedicato, dove è possibile immergersi
nelle stesure di timbro impressionista e nella verve effervescente
introiettata durante il soggiorno parigino. Della ‘ville
lumiere’ registrò, inoltre, la mutevolezza,
il ritmo nervoso, il prevalere dell’istante sulla
durata, e ne fece tesoro sul piano formale grazie ad una
tecnica che assicurava una virtuosa approssimazione dell’immagine,
disfatta nel gioco delle pennellate fluide e veloci, in
superfici scomposte da macchie e tocchi colorati.
Prof.ssa
Milù Di Tursi